grandeprogettodifesalitorale.provincia.salerno.itsitemap
grandeprogettodifesalitorale.provincia.salerno.itsitemap

L'Ambiente

Visualizza archivio dati

Il percorso metodologico adottato per la valutazione ambientale dell’opera, in relazione alla sua natura ed all’ambito normativo di riferimento, è stato sviluppato attraverso le seguenti fasi:

  • Analisi del quadro normativo di riferimento
  • Decisione sulla procedura da attivare (VIA)
  • Definizione del Piano di lavoro per la redazione del SIA
  • Attivazione della fase di scoping
  • Conclusione dello scoping con emanazione del provvedimento da parte dell’Autorità competente
  • Individuazione del sottogruppo di lavoro VIA all’interno del gruppo di lavoro GP
  • Avvio dell’analisi degli impatti delle opere previste dal progetto preliminare
  • Flusso di informazioni all’interno del gruppo di progettazione per la mitigazione degli impatti in sede di progettazione definitiva e l’orientamento delle scelte nella logica della sostenibilità ambientale delle azioni di progetto (in corso)
  • Campagna di ascolto dei portatori d’interesse (in corso)
  • Definizione del progetto definitivo e dello Studio d’Impatto Ambientale (in corso)

In relazione alla natura ed all’ubicazione degli interventi previsti dal GP si è resa necessaria, in via preliminare, un’analisi del quadro normativo di riferimento in materia ambientale, dalla quale è scaturita la decisione di sottoporre l’opera alla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale.

I lavori previsti rientrano fra quelli individuati al punto 7, lettera n, dell’allegato IV alla parte II del D.Lgs. 152/06 (opere costiere destinate a combattere l’erosione e lavori marittimi volti a modificare la costa, mediante la costruzione di dighe, moli ed altri lavori di difesa del mare), ossia progetti da sottoporre alla Verifica di assoggettabilità alla procedura di VIA regionale.

Con D.P.G.R. n. 10/2010, la Regione Campania ha emanato il Regolamento n. 2/2010, al fine di individuare la tipologia di opere e di interventi, con relative soglie dimensionali, da sottoporre alle procedure di Verifica di assoggettabilità o di Valutazione di Impatto Ambientale in sede regionale, nonché le condizioni alle quali alcuni tipi di opere ed interventi possono essere escluse dalla procedura di Verifica di assoggettabilità. Le opere di difesa costiera ricadono tra quelle individuate dal punto 7, lettera o, dell’allegato B del Regolamento n. 2/2010 (opere costiere destinate a combattere l’erosione e lavori marittimi volti a modificare la costa, mediante la costruzione di dighe, moli ed altri lavori di difesa del mare), ossia di progetti da sottoporre alla Verifica di assoggettabilità regionale. L’art. 3 comma 3 del predetto Regolamento n. 2/2010 prevede, inoltre, che qualora le opere e gli interventi di nuova realizzazione ricadano anche parzialmente all’interno di aree protette o di siti Rete Natura 2000, i progetti da sottoporre a Verifica di assoggettabilità siano direttamente assoggettati a Valutazione di impatto ambientale.

Gli interventi in esame ricadono in un’area immediatamente contigua all’area SIC IT 8050010 “Fasce litoranee a destra e sinistra del fiume Sele”, ma sono anche direttamente connessi e necessari alla difesa della costa e degli habitat costieri, che in alcuni tratti risultano parzialmente alterati da fenomeni erosivi in atto. Questi ultimi, infatti, determinano una progressiva perdita di biodiversità e alterano la funzionalità dei servizi ecosistemici associabili al sistema integrato mare-spiaggia-duna-pineta. Pur ritenendo, pertanto, che la realizzazione delle opere di difesa costiera previste dal GP sia necessaria alla conservazione degli habitat costieri, altrimenti minacciati dall’avanzare del fenomeno erosivo, in via precauzionale, in considerazione della vastità del territorio interessato dagli interventi, dalla definizione preliminare della tipologia di opere di difesa costiera da realizzare e dalla volontà di condividere ed orientare le scelte progettuali anche con il contributo dei soggetti competenti in materia ambientale, si è optato di sottoporre il progetto direttamente alla procedura di VIA, integrata con la VI, anche alla luce dei recenti orientamenti che intendono diffondere l’utilizzo della procedura di VI anche agli interventi non direttamente realizzati nell’ambito dei siti Natura 2000.

A tal riguardo, si ricorda che con D.G.R. n. 211 del 24/05/2011, la Regione Campania ha approvato il documento “Indirizzi operativi e procedurali per lo svolgimento della valutazione di impatto ambientale in Regione Campania”, relativi alle procedure amministrative relative sia alla verifica di assoggettabilità alla VIA, che alla VIA stessa, anche coordinate ed integrate con altre procedure di valutazione ambientale.

Pertanto, alla luce di tale ricognizione normativa e regolamentare, il GP viene sottoposto alla procedura integrata VIA+VI, come definita dall’art. 6 del Regolamento n. 1/2010 “Disposizioni in materia di procedimento di valutazione di incidenza” ed in coerenza con le “Linee guida e criteri di indirizzo per l’effettuazione della Valutazione di incidenza in Regione Campania” approvate con D.G.R. n. 324 del 19/03/2010.

Sulla base di tale determinazione, la Provincia di Salerno è entrata in consultazione con l’Autorità competente in materia di VIA e di VI, avviando la fase facoltativa di scoping (Definizione dei contenuti dello studio di impatto ambientale), ai sensi dell’art. 21 del D.Lgs 152/2006, sul Progetto preliminare, al fine di pervenire ad una definizione precisa, dettagliata e condivisa dei contenuti dello Studio di Impatto Ambientale, definendone la portata delle informazioni da includere, il relativo livello di dettaglio e le metodologie da adottare.

Tale fase si è conclusa con l’emanazione del documento n. 562510 del 23/07/2012 da parte del Settore Tutela dell’Ambiente presso la Regione Campania (Autorità competente per le procedure di VIA) con il quale sono state fornite indicazioni per la redazione del SIA, sulla base del Piano di Lavoro trasmesso in allegato all’istanza di scoping.

Conclusa la fase preliminare della procedura di valutazione e definito il campo di applicazione del SIA, è stato ritenuto opportuno, su iniziativa del RUP, costituire all’interno del gruppo di progettazione, sottogruppi dedicati:

  • all’elaborazione del SIA ed all’organizzazione delle attività di diffusione dei contenuti verso gli stakeholder;
  • alla valutazione ed eventuale avvio delle attività mirate alla ricerca di sabbie e cave lapidee;
  • all’individuazione di problematiche connesse alla cantierizzazione dell’opera ed alla elaborazione di proposte di soluzione;
  • alla verifica della restituzione ed individuazione degli approfondimenti puntuali da eseguire sui rilievi condotti, oggetto, questi ultimi, di una specifica procedura di affidamento atta all’individuazione di un Soggetto esecutore dei rilievi di dettaglio dell’intero ambito di intervento ed  alla loro restituzione, anche nella forma di un Sistema Informativo Geografico, utile alla caratterizzazione dell’area dunale.

Elemento caratterizzante lo sviluppo della progettazione definitiva è stato il “dialogo” tra queste diverse “parti” del lavoro, al fine di consentire l’evoluzione simultanea e reciprocamente condizionata del progetto e della sua valutazione ambientale.

È stato, pertanto, avviato un flusso di informazioni all’interno del gruppo di progettazione, sviluppato attraverso incontri periodici, ma soprattutto mediante la condivisione in rete (utilizzando un sistema di repository documentale) dei dati e delle informazioni acquisite durante la fase di rilievo e di impostazione del progetto, nonché delle indicazioni di natura ambientale, fornite a partire dall’analisi del progetto preliminare ed atte alla mitigazione delle azioni previste dal progetto definitivo (in particolare, delle azioni di cantiere), al fine di impostare decisioni sostenibili sul piano della compatibilità con la conservazione dei sistemi naturali.

La rilevante estensione territoriale dell’intervento ha reso necessario, nell’impostazione della fase di valutazione degli impatti, la ricerca di una sintesi rappresentativa delle caratteristiche dell’ambiente dunale interessato (Carta della vulnerabilità dell’habitat dunale), quale ambito maggiormente sensibile agli impatti delle attività di cantiere, attraverso l’individuazione di categorie rappresentative delle diverse situazioni riscontrate lungo il litorale interessato e differenziabili in relazione al grado di evoluzione e complessità delle associazioni vegetali, all’articolazione fisionomica dell’ambito dunale, alla presenza o meno di fattori (naturali e/o antropici) di disturbo e, quindi, al grado di vulnerabilità di tali ambiti.

Grande rilevanza è stata riservata alla comunicazione con i portatori d’interesse, effettuata mediante la programmazione di una campagna di ascolto, sviluppata attraverso incontri pubblici di presentazione del Grande Progetto, tenuti presso tutti i Comuni interessati, dopo averne dato comunicazione utilizzando diversi canali di informazione (mail, siti istituzionali, lettere di invito, manifesti).

Il coinvolgimento degli stakeholder è stato implementato fornendo loro la possibilità di accedere a tutte le informazioni riguardanti il lavoro in progress, consultando un sito web dedicato, della cui attivazione è stata data diretta comunicazione a mezzo e-mail, al fine di raccogliere le osservazioni avanzate attraverso i recapiti di posta elettronica del GP.

Sulla base dei dati resi disponibili dal rilievi topografici e delle biocenosi, delle definizione del quadro di riferimento programmatico, ambientale e progettuale, nonché delle osservazioni trasmesse dai portatori di interesse, è attualmente in corso di elaborazione l’individuazione e la valutazione degli impatti, mediante la definizione:

  • dei fattori ambientali coinvolti
  • delle azioni di cantiere e di esercizio dell’opera
  • degli indicatori di impatto
  • delle scale di giudizio